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Lira greca a sette corde 

Riproduzione da uno strumento di fine V° sec.a.C.

Tutte le parti sono realizzate in legno pregiato e  la cassa armonica è una riproduzione di un vero guscio di tartaruga sul quale è tesa, tramite delle corde, la pelle di capra.

Il plettro è realizzato in legno e corno.

Kithàra
Età dell'oro - V° sec.a.C.

Il progetto “tibia obliqua” nasce dalla curiosità di indagare la relazione tra tipologia strumentale, peraltro rara, e identità sonora in contesti performanti o rappresentativi di modelli musicali dedicati nei quali contestualizzare l’identità di questo particolare strumento.

Già a partire da questa definizione gli interrogativi, i dubbi, le perplessità si manifestano in modo palese sollecitando il desiderio di comprenderne gli aspetti organologici, esecutivi, sonori, prima ancora di rappresentarne la collocazione nel contesto storico-musicale.

Si tratta di una tipologia strumentale, la tibia obliqua, poco citata e documentata da un esiguo numero di reperti sui quali trarre riferimenti oggettivi.

I reperti della collezione Castellani sono laminati in bronzo mentre l’interno della camera d’aria era in legno, di cui ne rimangono poche tracce, mentre il profilo in rilievo sovrastante il foro di insufflazione è costituito da un blocco fuso in bronzo rappresentante la figura di una Menade, seguace del dio Dioniso, nel quale è presente un foro di ridotte dimensioni.

La replica strumentale è stata ricostruita in legno di bosso - anche nella sagoma superiore originariamente in bronzo - mantenendo la stessa proporzionalità di lunghezza e diametro eludendo, volutamente, il profilo scultoreo della Menade. 

E’ doveroso indicare che il fine del progetto non è la costruzione di una replica fedele del reperto ma documentare l’indagine sulla ricerca della modalità sonora e tecnica esecutiva dello strumento originale. I dettagli dello studio, le fasi di costruzione, la visione e l’ascolto della tibia obliqua sono rappresentati nella conferenza illustrativa .

Tibia obliqua

Aulos Pydna

Il progetto si è arricchito di un altro importantissimo strumento storico, capostipite della famiglia dei legni: l'aulos.

Questo modello è la riproduzione fedele di un reperto del IV sec. a. C. rinvenuto a Pydna nel 1996, annoverato tra gli auloi più antichi,  si differenzia da altri strumenti quali il Louvre, Megara, Poseidonia, dalla peculiarità dell'ancia doppia e dalla tipologia di canneggio.

Questo prezioso strumento musicale dell'antichità costituisce, unitamente al Plagiaulos, il "corredo" musicale della conferenza "Il soffio musicale nell'antica Grecia".

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