Flauto etrusco

Modello flautistico di ispirazione etrusca

Il modello flautistico

La passione e l’amore per il flauto traverso ha condotto ad interpretare ciò che la civiltà etrusca ha documentato attraverso un importante incisione, famosa immagine per i flautisti e per tutti appassionati di questa cultura . Questo importante effigie, scolpita su un’ urna cineraria etrusca del II° sec. a. C., custodita presso l’Antiquarium dell’Ipogeo dei Volumni, a Perugia, raffigura l’immagine di un suonatore di flauto traverso ed è stata oggetto di studio e citazioni di numerosi storici ed organologi  ma purtroppo in assenza di esemplari dello strumento raffigurato. Il "flauto traverso" è presente in misura limitata non solo nel patrimonio iconografico dell'antichità ma anche nei testi delle opere di carattere filosofico, poetico e storico. 

I suoni degli Etruschi

La mia indagine ed i risultati pervenuti sono esclusivamente riferiti ad una “interpretazione” di carattere tecnico-strumentale. Il significato di questo risultato assume un rilevante valore estetico che induce ad un dibattito sull’uso di questo flauto, sulle modalità di impiego, sulle potenzialità espressive e comunicative di questo mezzo strumentale, rarissimo e poco rappresentato nei documenti iconografici.  Nulla sappiamo delle esecuzioni strumentali dell’epoca etrusca, delle modalità armoniche, delle strutture tonali ma conosciamo la funzione rilevante che la musica aveva in molte occasioni rituali. L'influenza della cultura tra Greci, Etruschi e Romani è ampiamente documentata e l'ambito degli aerofoni è ricco di contaminazioni a partire dall'"antagonista" del flauto traverso: l'Aulos o Subulo o Tibia.

La proposta esecutiva

Ho esaminato le raffigurazioni ricercandone i contesti e le situazioni, respirato le atmosfere ed i luoghi, considerato le potenzialità espressive dello strumento, vissuto le sonorità evocative del flauto tra mito, storia e leggenda. A tutti questi aspetti si riconduce la musica che ho composto per interpretare le sonorità di una civiltà ancora oggi così misteriosa. Ciascuna composizione esprime una situazione o un contesto in cui il flauto è unico protagonista e ” cantore” della circostanza simboleggiata. 
La prima esecuzione dello spettacolo “Musica e Parole senza Tempo” ha avuto luogo al Museo di Antichità di Torino il 21 aprile 2002 nell’ambito della IV Settimana Nazionale della Cultura.
La presente ricerca è pubblicata nel volume “Il flauto in Italia”, a cura di Claudio Paradiso, edito dall’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato e presentato all’Accademia Nazionale di S.Cecilia in Roma.
Il flauto e’ stato costruito da Giorgio Pecchioni .

 
 
Ringraziamenti

Si ringrazia la Soprintendenza Archeologica per l’Umbria per aver autorizzato la pubblicazione della immagine rappresentante l’urna cineraria del II sec. a.C, custodita presso l’Ipogeo dei Volumni di Perugia.

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